L’oleandro in piena terra o in vaso è una delle piante mediterranee più amata dagli Italiani. Ecco i passi per coltivarlo con successo

L’oleandro è originario del bacino del Mediterraneo, ed è un arbusto o piccolo albero, alto fino a 3 m e largo fino a 4 m, sempreverde con tronco diritto e rami lunghi ed elastici. Le foglie sono strette, lanceolate, a margine intero e coriacee. Fiorisce da maggio a settembre producendo racemi apicali di fiori tubulosi e imbutiformi, semplici, semidoppi o doppi, bianchi, crema, gialli, salmone, rosa, carminio, porpora. Alla fioritura fa seguito la comparsa di lunghi baccelli secchi, che si aprono a maturità, facendo uscire i semi dotati di pappo, cioè filamenti che li rendono trasportabili dal vento.

Ne esistono diverse decine di varietà differenti per forma e colore dei fiori; tra le più famose ci sono ‘Mont Blanc’ dai fiori candidi, molto resistente al freddo, e ‘Maria Gambetta’ dalle corolle giallo frittata, sensibile al freddo.

Come acquistare l’oleandro

Ovunque lo acquistiate, è difficile trovare un oleandro malato o sofferente, vista la sua robustezza. Osservate però con attenzione i fusti: devono essere perfettamente lisci e chiari; la presenza di ingrossamenti, protuberanze o fenditure di colore scuro è indice di cancro rameale dell’oleandro, una malattia progressiva e incurabile.

Oleandro dove metterlo

Arbusto indistruttibile, si accontenta di tanto sole e poche cure per donare una ricca fioritura. A differenza degli esemplari coltivati in piena terra, quelli in vaso hanno bisogno d’acqua per fiorire bene. Dato che la crescita è piuttosto veloce, mettete in preventivo, se avete un balcone, di doverlo piantare in giardino nell’arco di una decina d’anni (o regalarlo a chi ha un giardino). In vaso vive bene in tutta Italia, ed è comunque la scelta obbligata sull’arco alpino.

Anche in giardino, all’impianto calcolate le dimensioni imponenti che avrà da adulto. È ottimo per formare siepi colorate.

Come coltivare l’oleandro

Esposizione: pieno o mezzo sole, altrimenti non fiorisce.

Temperatura: ideale fra 12 e 35 °C, resiste fino a –10 (alcune varietà) e +50 °C.

Precauzioni invernali/estive: sopporta temperature sotto zero per periodi brevi, soprattutto se è all’asciutto; in Val Padana è bene avvolgere il vaso e la chioma con plastica a bolle o non-tessuto; nella zona alpina va ricoverato in un locale fresco e luminoso. Tollera il vento, anche salmastro. Le piante in piena terra non richiedono protezioni, sebbene la neve appoggiata sui fusti possa danneggiarli insieme con il fogliame: va rimossa prima che si solidifichi.

Vaso: in plastica (anche in terracotta nel Sud), di diametro min 30 cm per pianta alta 1 m o in grandi vasche; si rinvasa ogni anno fino ai 10 anni, poi ogni tre anni in un contenitore di una misura in più.

Terra: indifferente, per es. terriccio per piante fiorite, oppure universale, oppure da giardino, purché con ottimo drenaggio sul fondo del vaso. In piena terra non ha esigenze particolari, ma non sopporta un terreno acido.

Acqua: in vaso abbondante e regolare da maggio a settembre appena il substrato si asciuga (se si piegano le infiorescenze la pianta è già sotto stress); scarsa o nulla negli altri mesi. In piena terra regolare nella prima estate dall’impianto, poi non è più necessaria.

Concime: da aprile a settembre ogni 15 giorni un prodotto liquido per piante da fiore nell'acqua d'irrigazione, oppure in aprile, giugno, settembre un prodotto granulare a lenta cessione per arbusti da fiore.

Potatura: solo se indispensabile per ridurne l’ingombro tra dicembre e febbraio, oppure per svecchiare l’esemplare tagliando alla base un ramo vecchio ogni inverno (per non perdere del tutto la fioritura).

Riproduzione: per talea di ramo dell’anno precedente tra maggio e luglio, in acqua.

Malattie e parassiti dell’oleandro

Gli afidi aggrediscono le piante in fase di stress idrico. Il ragnetto rosso colpisce esemplari che, oltre alla carenza idrica, soffrono per l’immobilità dell’aria. Il cancro rameale, sotto forma di escrescenze, deriva dall’uso di cesoie infette o tagli mal praticati su soggetti deboli.

L’oleandro è velenoso

Tutta la pianta è velenosa, compreso il succo che scaturisce dopo un taglio; attenzione a bambini e animali domestici.

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