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La peonia in Cina e Giappone viene considerata la Regina dei Fiori.
Se c'è una pianta facile da coltivare, questa è la peonia, soprattutto quella erbacea. Vive bene in tutta Italia, Alpi incluse, ma non ama il mare. Ecco i segreti degli esperti

In Cina la peonia è chiamata anche “la regina dei fiori” ed è un vero e proprio oggetto di culto. Fin dall’antichità era nota per le sue virtù miracolose: la parola peonia deriva infatti dal greco paionía, ossia “pianta che risana”. Plinio il Vecchio ne parla come della pianta del dio Peone, che venne tramutato in questo fiore dopo aver liberato Latona dai dolori del parto.

Le peonie arrivarono in Europa nel XIX secolo grazie ad alcuni botanici inglesi e francesi che, di ritorno dall’Oriente, decidono di importarne la coltivazione.

Se volete vederne a migliaia, a perdita d'occhio, in fiore fra aprile e maggio, fate un salto al Centro Botanico Moutan, uno spettacolo che allarga il cuore!

Nel linguaggio dei fiori la peonia significa timidezza e pudore. Insomma, è il dono giusto per rompere il ghiaccio con la persona amata!

Peonia, dove metterla

Le peonie sono piante perenni che si suddividono in due gruppi: quelle erbacee, la cui parte aerea durante l’inverno scompare e ricompare a primavera, e quelle arbustive, caratterizzate da fusti alti e legnosi permanenti, sui quali spuntano foglie e fiori. Proprio per queste caratteristiche, le prime sono maggiormente utilizzate per abbellire aiuole e bordure, le seconde sono adatte alla singola coltivazione come punto focale.

Mettetele a dimora ovunque, tranne che in riva al mare: non sopportano il caldo afoso, il sole rovente e l'aria salmastra.

Adorano invece il gelo: nel Paese d’origine, la Cina, tollerano senza problemi i 40 °C sotto lo zero. Anzi, per la fioritura, necessitano proprio di essere esposte per un certo periodo di tempo ai freddi invernali, per cui si adattano perfettamente anche alle nostre Alpi.

Utilizzatele certamente come esemplari isolati, in un punto focale (centro dell'aiuola, ai due lati dell'ingresso di casa, in cima a una collinetta, a bordare le colonne del portico...). Ma anche in macchie (rispettando le distanze fra loro, all'incirca 2 m a pieno sviluppo) abbinando varietà diverse in armonia di colori (le gialle è meglio tenerle separate...). Oppure in filare ai lati del vialetto d'ingresso, per un passaggio spettacolare..

Le peonie sono piante molto longeve, possono durare anche molti decenni (soprattutto quelle arboree), ma in genere sono necessari almeno due o tre anni prima che le piante raggiungano una buona fioritura.

Piantare una peonia

Le peonie sono piante facili da coltivare, sopportano bene la rigidità dell’inverno e si adattano a qualsiasi tipo di terreno, preferibilmente non troppo leggero e alcalino.

Possono essere vendute a radice nuda (le erbacee, che si presentano con un fascio di radici carnose), oppure in vaso (sempre le arboree). Gli esemplari venduti in vaso possono essere messi a dimora in qualunque periodo, tranne quello da giugno ad agosto.

Il periodo migliore per piantare le peonie va da novembre a febbraio per le arbustive; da novembre ad aprile per le erbacee, naturalmente in terreno non gelato.

Trovate in giardino o in terrazzo una zona fresca, parzialmente ombreggiata o in ombra totale in estate ma al sole in inverno e inizio primavera, per esempio sotto un albero dalla chioma leggera e luminosa, ma in un luogo abbastanza lontano dalle radici delle altre piante. Le posizioni molto calde sono dannose per queste piante e soprattutto per quelle arbustive, che apprezzano invece il clima fresco e umido tipicamente collinare. Il gelo, invece, non è un problema; resistono a temperature molto basse in quanto sono in riposo vegetativo.

Differenziate la profondità d’impianto in base al gruppo d’appartenenza. Le peonie erbacee vanno lasciate più in superficie, in modo che la corona di gemme sovrastante le radici sia coperta appena da 2-3 cm di terra. Invece le peonie arbustive esigono che il punto d’innesto sia collocato a 10-12 cm di profondità, per venire poi rincalzate negli anni successivi. Lasciate intorno a loro uno spazio di 1,5 m se erbacee, 2 m se arbustive.

Peonia, come coltivarla

Annaffiatura: abbondante all'impianto fra i mesi di febbraio e aprile se il terreno non è umido a sufficienza. Media e regolare per tutto il primo anno dall'impianto, soprattutto in primavera. In seguito solo tra marzo e giugno se non piove a sufficienza: il terreno deve rimanere sempre leggermente umido anche in piena estate ma non fradicio (attenzione ai ristagni a livello radicale). Sulle piante in vaso spruzzare acqua ogni sera sul fogliame, nel periodo caldo, per mantenere una corretta umidità locale.

Concimazione: in marzo e in novembre con un prodotto granulare a lenta cessione per arbusti da fiore (es. per rosai) o da giardino. La concimazione autunnale può essere effettuata anche con un prodotto organico: letame ben maturo, stallatico pellettato, compost, cornunghia ecc. Accertatevi che il terreno rimanga fertile e leggero; se fosse argilloso occorre effettuare ogni anno a fine autunno delle bucature con le punte del forcone facendo penetrare terriccio fertile misto a sabbia per favorire la corretta aerazione delle radici.

Rincalzatura: è una pratica necessaria solo per le arbustive, nei primi 7-8 anni dall'impianto e sporadicamente in seguito all'occorrenza, e si effettua in autunno. Consiste nell’ammucchiare una montagnola di terra tutt’intorno alla base del fusto, per coprire la prima parte di legno. Lo scopo è quello di far radicare l’innesto arbustivo, in maniera che da un lato la pianta si rafforzi grazie a un apparato radicale più esteso, e dall’altro non prenda il sopravvento il portinnesto erbaceo che, essendo più “vivace”, tende a sopraffare la marza arbustiva se il punto d’innesto è disposto troppo in alto rispetto alla superficie del terreno.

Potatura: eliminate i rami con i fiori sfioriti. Ogni 2 anni tagliate i rami più vecchi delle peonie arbustive.

Malattie e parassiti delle peonie

La muffa grigia (Botrytis paeonia e B. cinerea) si verifica soprattutto nelle primavere molto piovose; provoca il marciume dei getti, che imbruniscono e si ricoprono di muffa grigiastra; ai primi segni bisogna trattare con un anticrittogamico contro la muffa grigia.

L'anguillosi fogliare è causata da Nematodi (Aphelenchoides olesistus) che attaccano le foglie, che si presentano clorotiche e traslucide e poi marciscono o disseccano, mentre le piante colpite hanno fioriture stentate; bisogna trattare il terreno circostante la peonia con un prodotto nematocida.

Le cetonie (Cetonia aurata e altre) sono ghiotte di nettare contenuto alla base dei petali e, per assaporarlo, distruggono l'intero fiore; non sono eliminabili se non raccogliendole a mano e liberandole in aperta campagna.

Coltivare la peonia in vaso

Resistono solo le peonie erbacee, in un diametro iniziale di almeno 30 cm e rinvasando fino a 45-50 cm. Il drenaggio dev'essere ottimo e il terriccio per metà per piante da fiore e per metà di foglia. Le annaffiature devono essere regolari anche d'estate, e bisogna aggiungere una concimazione a fine giugno con il prodotto granulare.

Peonie arbustive e peonie erbacee, e ibridi Itoh

Le peonie erbacee sono forse la categoria più numerosa e contengono al loro interno un altissimo numero di cultivar, la maggior parte delle quali deriva dall’ibridazione con la Paeonia lactiflora. Le erbacee presentano una radice tuberosa di dimensioni considerevoli dalla quale, durante i mesi della primavera, iniziano a crescere i nuovi steli molto frondosi che portano alla formazione di cespugli bassi e compatti (non superano mai il metro di altezza). Dopo la fioritura, alla fine dell’estate, le foglie tenderanno a ingiallire prima di seccare completamente con l’arrivo dei primi freddi. Appartengono a questa categoria la maggior parte delle peonie spontanee d’Europa. Anche in Italia, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, si possono incontrare alcune specie di peonie come la Paeonia officinalis, la Paeonia peregrina e la Paeonia mascula.

Le peonie arbustive sono invece originarie dell’Asia. Possono crescere fino ai due metri di altezza, anche se di norma la dimensione media si aggira intorno al metro e mezzo. Sono arbusti decidui che tendono a sviluppare piccoli tronchi nodosi ricoperti di un fitto fogliame durante la stagione estiva. All’interno di questo gruppo rientra la Paeonia ostii, una tra le peonie più resistenti e con un accrescimento mediamente rapido. I suoi fiori semplici sono costituiti da petali candidi che racchiudono al loro interno un alto numero di stami gialli. Questa peonia fu scoperta in Cina in epoca relativamente recente dall’italiano Gian Lupo Osti da cui ha preso poi il nome. Un'altra specie di eccezionale bellezza è la Paeonia rockii. Anche i fiori di questa pianta sono bianchi, dall’aspetto leggermente stropicciato che li fanno apparire quasi come delle nuvole leggere, al loro interno inoltre delle sfumature rosso scuro disegnano nell’insieme un occhio. Fu scoperta e classificata nei primi anni del ‘900 da Joseph Rock, il quale pare abbia ricevuto in dono dei semi di questa pianta da monaci buddisti. Dal momento della sua scoperta è diventata per i collezionisti una delle piante più ricercate al mondo.

Negli ultimi anni sono stati inoltre creati degli ibridi di peonia chiamati “Itoh” che sono il risultato di un incrocio tra una peonia erbacea e una arbustiva. Queste nuove piante hanno il pregio di produrre più fiori per ogni fusto e inoltre possiedono degli steli fiorali più rigidi che non si piegano sotto il peso dei grossi fiori; mantengono comunque la caratteristica delle piante erbacee di far seccare la parte epigea durante ogni inverno. Anche queste sono peonie molto ricercate che purtroppo non sempre si incontrano nei vivai, oltre ad avere un prezzo decisamente elevato.

 

(con il contributo di L. Lombroso, Giardinaggio n. 5, 2012)

Per approfondire

26392 - Ultima modifica: 2019-04-16T17:16:31+02:00 da Elena Tibiletti
PEONIA, i consigli per coltivarla bene - Ultima modifica: 2019-04-19T07:55:00+02:00 da Redazione Passione In Verde