abete
L'abete rosso è classicamente l'albero di Natale per eccellenza.
L'albero di Natale solitamente è un abete, ma in passato non era così, come raccontano numerose leggende. Come acquistarlo e mantenerlo bene

L'albero di Natale è, ormai da ben più di un secolo, una tradizione anche italiana: si utilizza un abete, che può appartenere a specie diverse a seconda che provenga da un vivaio forestale (peccio o abete rosso) o commerciale (Abies nordmanniana).

Ma l'albero di Natale vanta una tradizione antica in molte zone del mondo, anche se non si riferiscono necessariamente all'abete, bensì ad altre Conifere ugualmente svettanti e aghifoglie.

Le leggende sull'albero di Natale

Nell’Antico Egitto, il cedro del Libano (Cedrus libani), così simile per sagoma e foglie aghiformi all'abete, era considerato albero della Natività, avendo ospitato sotto le sue fronde la nascita del dio Byblos.

Un concetto ritrovato anche nella tradizione celtica, che consacrava – in questo caso l'abete, bianco (Abies alba) o rosso (Picea excelsa) – all’arrivo del Fanciullo Divino a seguito del solstizio invernale.

Nella Grecia antica era chiamato eláte ed era sacro alla divinità lunare Artemide, protettrice delle nascite, oltre che a Eláte, dea della luna nuova, portatrice di rinnovamento.

Numerose civiltà dell'Asia Settentrionale condividono inoltre sin dagli albori la considerazione dell'abete come albero cosmico, che si erge al centro dell'universo e i cui rami giganteschi si innalzano fino alle dimensioni celesti, collegando le tre sfere del cosmo: cielo, terra e inferi.

Nella tradizione dei Paesi scandinavi e germanici, i numerosi significati dell'abete sono documentati sin dal Medioevo, quando era usanza tagliarlo nei boschi e portarlo nelle case per addobbarlo con ghirlande, frutti e dolciumi. La decorazione più simbolica era la fiamma di una candela, a celebrazione della luce contro l'oscurità dell'inverno e della vita sulla morte.

In epoca precristiana, i popoli dell’Europa centrale vedevano nell’abete rosso un “collegamento” tra il mondo degli uomini e quello degli dei, ben piantato nel terreno ma con una sagoma svettante e appuntita per “bucare il cielo”.

Agli inizi del '600, l'usanza dell'albero di Natale era diffusa in tutta l'Europa settentrionale e venne ben presto adottata anche dalle popolazioni slave. Fino al XVIII secolo, però, la consuetudine dell'albero natalizio venne guardata con sospetto dai rappresentanti della Chiesa di Roma, che lo consideravano un rituale protestante. Ma gradualmente, l'impossibilità di contenerne l'uso, dettò la sua adozione anche nei Paesi cattolici, dove l'abete si trasformò in simbolo della rinascita di Cristo.

Un secolo più tardi, l'albero di Natale era la norma per la nobiltà europea e persino per le corti di Russia. La principessa Henrietta di Nassau Weilburg lo introdusse a Vienna nel 1816 e la nuova moda conquistò nel giro di poco tutti i territori austriaci.

Nei Paesi latini l'abete di Natale era arrivato in epoca barbarica, nei territori invasi dalle popolazioni germaniche, ma scomparve dopo la conversione al Cristianesimo. Il ritorno dell'abete risale al 1840, in Francia, quando la principessa Elena di Mecklenburg, moglie del duca di Orleans, lo fece installare per la prima volta alle Tuileries.

Nel Regno Unito l'utilizzo dell'albero di Natale rimase limitato alla casa reale, ma il matrimonio della giovane regina Vittoria con un cugino tedesco ne consolidò la presenza a corte. La prima raffigurazione della famiglia reale ritratta con un abete addobbato a festa, stampata nel dicembre 1848 sull'”Illustrated London News”, ebbe grande impatto sulla diffusione dell'albero di Natale, non solo in patria, ma anche negli Stati Uniti, tra l'alta borghesia anglofila.

Varie città statunitensi dichiarano oggi l'esclusiva del “primo albero di Natale in America”: secondo Windsor Lock, nel Connecticut, risalirebbe al 1777, mentre a Easton, Pennsylvania, si ritiene che il primo albero di Natale sia stato allestito da alcuni immigrati tedeschi nel 1816.

Acquistare l'abete di Natale

Per tradizione, l’albero di Natale è un abete rosso o peccio (Picea excelsa), anche se ora possiamo trovare altre specie di abete, appositamente coltivate per ricavarne alberi da vendere nel periodo natalizio.

Acquistate l’albero un mese prima del Natale, da un vivaista serio, controllando che si tratti di una pianta di provenienza certificata dal cartellino, in buona salute, con radici ben sviluppate nella zona terra. Non acquistate mai alberi privi di radici o con radici mozzate: sono destinati ad un mercato “usa e getta”.

Come mantenere l'abete di Natale

A casa ponetelo in un vaso di misura adeguata, con terriccio torboso e bagnatelo bene. Lasciate possibilmente l’abete all’aperto, mantenendo il terriccio umido ma non inzuppato.

Una settimana prima del Natale, l’albero va trasferito in un locale non riscaldato, come il pianerottolo, se viene illuminato dall’esterno, per prepararlo all’ingresso in casa. Il giorno della vigilia lo si sposta in casa, scegliendo una posizione lontana dalle fonti di calore e ben illuminata, e lo si addobba con delicatezza. In casa la pianta avrà maggiore bisogno d’acqua.

Con l’Epifania, l’albero, privato degli addobbi, tornerà sul pianerottolo per qualche giorno, per poi essere spostato nuovamente sul balcone o in giardino, dove basterà tenere il terriccio umido, soprattutto in estate.

In febbraio potrete piantarlo in piena terra in giardino (solo se avete spazio a sufficienza), oppure tenerlo in vaso e in autunno procedere a un rinvaso.

Se non avete intenzione di tenere l’abete di Natale, prima di acquistarlo informatevi nel luogo in cui avete deciso di comprarlo se viene effettuato un servizio di ritiro (verrà piantato in zone apposite o avviato al compostaggio, a seconda delle condizioni della pianta) oppure donatelo a un vivaio forestale per un’eventuale piantagione.

L’abete di Natale: leggende e cure - Ultima modifica: 2019-11-25T07:23:00+00:00 da Redazione Passione In Verde