Il cane da tartufi è un obbligo di legge e un compagno insostituibile per chi vuole ricercare il famoso fungo. Leggi tutto quello che c’è da sapere.

Il cane da tartufi è il compagno ideale per tutti quelli che vogliono impegnarsi nella ricerca del tartufo. Un fatto sancito anche dalla legge nazionale n. 752/85 che impone l’utilizzo di un cane da tartufo appositamente addestrato. Scopriamo quali sono le caratteristiche che l’animale deve possedere.

Cani da tartufo: le caratteristiche e le qualità

I migliori cani da tartufo sono quelli che hanno un buon fiuto, che deve essere acuto e fine, in modo da scoprire rapidamente il punto esatto dove è localizzato il tartufo, solitamente posto a 5-50 cm di profondità.

Deve avere taglia piccola o media, struttura robusta e tarchiata, pelo ispido e forte, robustezza e resistenza fisica: andar per tartufi non è roba da chihuahua.

Non deve essere timido né poco vivace, ma neppure esuberante al punto di non rispondere ai comandi: deve eseguire docilmente e attentamente gli ordini impartiti, anche per la sua stessa incolumità all'interno del bosco.

La scelta in una cucciolata ricadrà sul soggetto più intraprendente, sempre pronto a impossessarsi del boccone sottraendolo agli altri cuccioli. Se poi possiede fin da piccolo ampie narici che formano un naso a base larga, le premesse, a detta degli esperti, sono quasi una... certezza!

Cani da tartufo: la razza e il sesso incidono sulla scelta?

Qualunque razza può essere impiegata nella ricerca del tartufo. Di solito si utilizzano i comunissimi bastardini, o soggetti nati da incroci tra cani da caccia (il cui fiuto è necessariamente buono) come Cocker, Springer, Bassotto, Spinone, Bracco italiano, Pointer, Setter, Griffone, Breton, ecc.

Le femmine, più istintive e rapide nell'apprendere gli insegnamenti, sono anche più mansuete, e quindi di solito preferite ai maschi.

Cani da tartufo: Il Lagotto è lo specialista

C’è anche una razza specializzata nella cerca del tartufo: il Lagotto, la più antica fra le razze da acqua italiane che, quando il Ravennate nell'Ottocento venne bonificato e le anatre scomparvero, per non rimanere “disoccupato” venne convertito alla ricerca del tartufo, azzerandone l’istinto venatorio e rivolgendo le sue grandi doti olfattive verso il prezioso fungo.

Di taglia medio-piccola, con un pelo lanoso e arricciato nei colori del bosco, è anche un cane molto intelligente, facilmente addestrabile, sobrio, docile e affettuoso, attaccatissimo al padrone, ottimo anche da compagnia, a patto di trattarlo con modi garbati, data l’estrema sensibilità del carattere.

Cani da tartufo: in vendita o da allevare

Si può acquistare un cane da tartufi già addestrato, oppure un cucciolo da addestrare personalmente. Nel primo caso bisogna affidarsi ad allevatori o istruttori conosciuti che offrano tutte le garanzie richieste; la scelta è costosa, ma il risultato garantito.

Se invece si opta per l'addestramento in proprio, servono pazienza, costanza e buona volontà, iniziando dal cucciolo con il metodo del gioco: a partire dai tre mesi di vita, l'animale deve giocare con piccoli tartufi, per abituarsi all'odore.

Poi il tartufo gli verrà lanciato affinché si abitui a riportarlo, quindi verrà nascosto per abituarlo a utilizzare il fiuto, infine sarà nascosto sotto terra, perché impari a trovarlo nel luogo dove effettivamente nasce. Al termine di ogni riporto corretto, il cucciolo va premiato.

Il cane da tartufi: tutto quello che c’è da sapere - Ultima modifica: 2018-09-25T10:22:31+00:00 da Claudia Notari