Un tempo la gattaiola era una semplice apertura nella porta della cantina.
La gattaiola, inventata da Newton, è utilissima per far uscire Micio, ma va collocata con attenzione per non perdere in isolamento termico e acustico
I primi passaggi per i gatti nella storia risalgono al periodo Medioevale, venivano praticate delle aperture alla base delle porte delle cantine e degli scantinati per far sì che i gatti potessero entrare all'interno per cacciare i topi presenti negli ambienti. I mici si nutrivano e allo stesso tempo fornivano un ottimo servizio di disinfestazione delle abitazioni.
Ma come si arrivò alla gattaiola che oggi molti proprietari di gatti utilizzano, partendo da questi rudimentali fori nelle porte?

Newton e la gattaiola

L'inventore della prima gattaiola fu Isaac Newton: la storia narra che Newton si allestì un laboratorio in soffitta dove stava eseguendo una serie di esperimenti sulla luce e per questo la stanza necessitava di essere completamente oscurata, tuttavia la gatta del fisico chiedeva continuamente di entrare e uscire costringendo così Newton a interrompere i suoi esperimenti per aprire e chiudere la porta su richiesta della gatta, fino a quando un giorno egli progettò una porticina basculante che permise alla gatta di uscire ed entrare a suo piacimento nel laboratorio mantenendo comunque l'ambiente al buio.
Dal 1600 a oggi le gattaiole funzionano ancora allo stesso modo, ma la loro tecnologia è migliorata notevolmente. I materiali plastici hanno reso leggero lo sportellino e grazie ai magneti la porticina non oscilla più con il vento e il freddo viene bloccato. Sono state persino inventate gattaiole che si aprono con un lettore di microchip che non permettono l'accesso a gatti forestieri e altri ospiti indesiderati.

Occhio alla coibentazione

La gattaiola è sicuramente un'invenzione molto comoda e utile per permettere al micio di muoversi autonomamente, non soltanto nell'entrare o uscire da un appartamento, ma anche nel muoversi al suo interno senza per forza essere costretti a lasciare tutte le porte delle stanze aperte.
E' diffusissima l'usanza di montare la gattaiola nei vetri delle finestre e delle porte finestre, perché l'intervento è più sbrigativo rispetto a forare il muro, spesso però non si tiene in considerazione il fattore coibentazione.
Gli infissi moderni sono costruiti in modo da mantenere il più possibile il calore all'interno dell'appartamento utilizzando i doppi vetri, ovvero due vetri montati con una intercapedine tra uno e l'altro, all'interno della quale c'è una camera d'aria essiccata o un gas che funge da isolamento dal freddo e dal caldo esterno mantenendo il vetro più interno a una temperatura costante e permettendo un perfetto isolamento di tutta la superficie della finestra o della porta finestra.
Quando viene applicata la gattaiola i vetri dell'infisso devono essere tagliati e questo comporta l'annullamento della coibentazione del vetro che non avrà più lo stesso isolamento sia sonoro sia termico. Quindi il freddo e il caldo faranno sentire la loro azione su tutta la superficie vetrata, per questo è assolutamente sconsigliato applicare le gattaiole ai vetri, ma è molto meglio praticare il foro nel muro quando è possibile. Le chiusure ermetiche delle gattaiole moderne non permettono il passaggio del vento e la dispersione termica della parete forata è decisamente inferiore rispetto a quella che si avrebbe forando l'infisso.

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Per approfondire

30279 - Ultima modifica: 2020-01-17T19:21:36+01:00 da Elena Tibiletti
Dove collocare la gattaiola per far uscire Micio - Ultima modifica: 2020-01-19T08:39:21+01:00 da Elena Tibiletti