cancello lillà
Il cancello è più sicuro se è automatico.
Per rendere la casa sicura serve un'efficace sistema di protezione, attraverso cancelli, recinzioni, porte e portoni, e anche piante... spinose

È l’esigenza di sicurezza che spinge a recintare i propri spazi esterni, delimitando anche l’ingresso nell’abitazione con dispositivi che garantiscano il più possibile l’inviolabilità delle mura domestiche: perché una casa sicura e un giardino ben protetto regalano la serenità.

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  1. Automatismo: avere un telecomando che all’arrivo spalanca il cancelletto, piuttosto che il cancello carrabile, il portone del garage o addirittura il portone d’ingresso o la porta di casa è un’eccezionale comodità, per es. quando piove o si è carichi di pacchetti, e una garanzia di sicurezza (a condizione di impostare un tempo brevissimo per la richiusura). Non c’è rischio di rimanere chiusi fuori, nemmeno in caso di pile scariche o mancanza di corrente, perché tutti i serramenti sono dotati anche di una chiave manuale o di un sistema manuale di sbloccaggio, previsto proprio per questi frangenti. La spesa è di almeno un 20% maggiore rispetto alle versioni solo manuali, ma la funzionalità ripaga ampiamente il costo.
  2. Altezza: per la recinzione sul confine di proprietà il Codice civile (art. 878) stabilisce solo l’altezza relativa a una cinta muraria (3 m), ma ogni singolo Comune può deliberare diversamente (solo al ribasso). Nulla dice il Codice in merito a staccionate (che di solito sono le più basse, circa 1 m) o reti metalliche (fra 1,20 e 1,70 m), che sono regolamentate a livello comunale. Quindi, al momento di recintare o sostituire la recinzione esistente variandone l’altezza, informatevi presso il settore Edilizia del vostro Comune o affidatevi a un geometra per il progetto.
  3. Basculante: è il classico portone da garage che si apre ruotando verso di voi e verso l’alto, inserendosi per metà nel garage, appoggiandosi parallelo al soffitto. Può essere automatizzato. Esistono modelli sezionali che scorrono verso l’alto entro apposite guide, guadagnando spazio perché non ingombrano né fuori né dentro il garage; sono tutti automatizzati e si possono adattare a qualunque forma dell’apertura.
  4. Cancello carrabile: deve essere alto quanto la recinzione o i pilastri di sostegno in cui è inserito. I modelli standard, a due battenti, prevedono una larghezza di 3, 3,5 o 4 m; è possibile farlo realizzare su misura o con disegno personalizzato, sia da artigiani specializzati sia da aziende che offrono il servizio, ma i costi lievitano. Possono essere in ferro liscio o battuto, verniciato con fondo antiruggine e finitura a polvere epossidica o zincatura. Per ragioni di sicurezza (e praticità) è preferibile che sia dotato di automatismo governato da telecomando. Deve essere munito di autorizzazione a passo carraio, da richiedersi al Comune, secondo il vigente Regolamento del Codice della strada.
  5. Cancello pedonale: è a unico battente (più rara l’esigenza di doppio battente), largo 1 m, in ferro, acciaio (plastificato o inox), legno (tutti in unica lamiera cieca o in listelli) o rete metallica elettrosaldata, lineare o sagomato, standard o su misura e personalizzato. Può essere a filo con la soglia o rialzato fino a 10 cm: il primo è più indicato se in giardino ci sono quattrozampe, per evitare i contatti con l’esterno. Solitamente manuale, può essere automatizzato, ma il maggior costo è giustificato solo da particolari esigenze, es. anziani, disabili; inoltre sono pochi i modelli che possono supportare l’automatismo. Sui modelli manuali è bene applicare una pensilina pedonale, che eviti di bagnarsi quando si cercano e s’infilano le chiavi. Non rappresenta mai un dispositivo di sicurezza, per la sua collocazione esterna al giardino. Come il cancello carrabile, però, può terminare con lance o punte antiscavalcamento.
  6. Coibentazione: è fondamentale che ci sia, e che sia elevata (per es. valore U fino a 1,1 W/m²K), per la porta d’ingresso nell’abitazione, per evitare dispersioni termiche e quindi favorire il comfort indoor e il risparmio energetico. Non è invece quasi mai prevista per i portoni per garage che, per legge, devono avere una superficie aperta per l’aerazione del locale all’interno, per motivi di sicurezza. Avendo obbligatoriamente le feritoie per il ricambio d’aria, è poco sensato che il resto del corpo sia in materiale coibentato.
  7. Distanze: la recinzione può essere realizzata sul terreno di proprietà, nel qual caso appartiene (inclusi gli oneri) al proprietario del fondo, oppure esattamente sul confine con il vicino, nel qual caso appartiene a entrambi ed entrambi devono partecipare in parti uguali alla sua realizzazione e manutenzione. Realizzare una recinzione sul confine in disaccordo con il vicino può comportare perfino l’abbattimento, oltre naturalmente al mancato pagamento delle spese di realizzazione. Il Codice civile – artt. da 873 a 907 – stabilisce le distanze minime da rispettare e regola in maniera precisa i confini tra le proprietà. I piani regolatori, i vincoli ambientali, i Regolamenti edilizi locali, le norme di sicurezza sugli impianti e anche il Codice della strada, possono aumentare le distanze minime imposte dalla Legge, ma non diminuirle. Ci sono anche le distanze da rispettare nel piantare siepi e alberi nei pressi dei confini della proprietà: secondo il Codice (art. 892), salvo ulteriori restrizioni in uso nel regolamento del Comune, servono 3 m per alberi d’alto fusto (es. pini, abeti, cipressi, querce, platani, tigli, olmi, pioppi, frassini, paulonia, castagni, noci, sorbi ecc.),  1,5 m per alberi non d’alto fusto (quelli che ramificano al di sotto dei 3 m d’altezza, come aceri giapponesi, lagerstremie, ligustri, alberi da frutto come il ciliegio…), 0,5 m per arbusti, siepi, viti, piante da frutto di altezza non superiore a 2,5 m, come peschi e albicocchi ecc.); fanno eccezione ontani e castagni tenuti a siepe, che devono distare almeno 1 m, e le siepi di robinia (2 m).
  8. Effrazione: la resistenza all’effrazione è indispensabile per la porta d’ingresso nell’abitazione. Viene assicurata da diversi dispositivi: zanche incassate, montanti di rinforzo, lamiere d’acciaio di spessore elevato (7/10 mm o più), rinforzi a omega, longarone di rinforzo, aste di bloccaggio a 4-6-8-10 punti, perni di sicurezza nervati con tondino antitaglio, serratura a doppia o tripla mappa, eventuale seconda serratura ecc. Si misura in base alla norma europea UNI EN 1627, che assegna una classe con un valore che cresce con l’aumentare della resistenza. La classe 2 è indicata per abitazioni a basso rischio, la classe 3 per appartamenti o case con un rischio medio, mentre chi vuole un grado di protezione ancora più elevato (se in casa ci sono oggetti di grande valore, o abitualmente molti soldi contanti) deve scegliere la classe 4. Le classi 5 e 6 sono indicate per aziende o esercizi che trattano oggetti preziosi e certificano la resistenza a seghe elettriche a sciabola e ad alta potenza. Ai fini della sicurezza antieffrazione, una buona porta blindata non serve se non viene installata e bloccata alla muratura a regola d’arte; inoltre un buon sistema di allarme antintrusione serve a poco senza una porta blindata, la quale può rivelarsi inutile se poi è facile l'ingresso, per es., dalle finestre.
  9. Finestre: i punti più facilmente attaccabili sono i meccanismi di movimentazione e il vetro. I primi devono essere dotati di “funghi antieffrazione”, che rendono più difficile l'apertura assicurando le ante e impedendo la forzatura con scalpelli o altri arnesi. La maniglia deve essere con chiave o bottone, per evitare che il ladro, attraverso un foro nel telaio, inserisca un perno con cui farla girare facilmente. I vetri invece hanno alcuni obblighi imposti dalla norma Uni En 356, per es. la sicurezza al di sotto del metro dal piano di calpestio nelle porte finestre; sono più sicuri se sono doppi vetri stratificati antieffrazione (con vari livelli di protezione). Per la massima sicurezza, tuttavia, soprattutto al piano terra e all’ultimo piano è bene installare le inferriate (vedi).
  10. Garage: il portone per garage deve esser dotato di dispositivo anticaduta, contro la chiusura accidentale dell’anta mobile. Se è automatizzato, non deve avere parti in movimento non protette fino a un’altezza di 2,5 m, soprattutto all’interno; deve rispettare gli spazi minimi di sicurezza fra le parti in movimento, per es. fra l’anta mobile e il telaio della porta basculante, e che vi sia una protezione in gomma fra i bordi di queste parti per evitare tagli o lacerazioni; deve avere un motore dotato di “limitatore delle forze”, il dispositivo che permette allo stesso di fermarsi, interrompendo e invertendo il movimento in presenza di un ostacolo. Ai fini della sicurezza antieffrazione sono pochi i modelli “blindati” in commercio, per questione di peso e di costo: ci si può accontentare di un portone con spessore lastre 7/10 mm e doppia serratura, soprattutto se il garage è separato dall’abitazione o se si tratta di una sostituzione dell’esistente. Vale invece la pena di installare una porta blindata fra il garage e l’abitazione, se sono comunicanti: costa meno! La porta pedonale inserita nel portone è sicuramente comoda, però compromette la sicurezza antieffrazione: valutate se, dal punto di vista economico, non sia più vantaggioso utilizzare la motorizzazione aprendo l’intero portone anche per i passaggi a piedi.
  11. Inferriata: a protezione delle finestre (ma anche delle portefinestre o delle porte d’ingresso se non blindate), sono particolarmente indicate per quelle più a rischio, cioè al piano terra, primo e anche secondo piano, e ultimo piano, incluse quelle dei lastrici solari o delle “vasche” entro tetto. Non richiedono autorizzazioni comunali, ma può essere necessaria quella condominiale. Possono essere fisse o mobili. Quelle fisse, in acciaio o ferro battuto (anche su misura e su disegno personalizzato) devono avere almeno 4-6 punti di ancoraggio nella muratura: sono le più robuste, perché non hanno punti deboli, ma creano l’effetto “prigione”. Quelle mobili, in ferro o acciaio, possono essere ad anta (1 o 2 battenti), scorrevoli, impacchettabili, ribaltabili o con doppio snodo: garantiscono la possibilità di aprire completamente le inferriate per utilizzare le finestre e hanno serrature di sicurezza antiscasso, con cilindro europeo con 3 o 5 punti di chiusura a seconda della classe di sicurezza.
  12. Libro: tipo di apertura del portone per garage, consigliabile in edifici con altezza ridotta dell’architrave e quando la statica non consenta un ulteriore carico del tetto. Sono disponibili modelli da 2 a 16 ante, per una lunghezza fino a 20 m, idonei anche per depositi, rimesse e officine di manutenzione, edifici industriali e pubblici, autosaloni.
  13. Muro di confine: il Codice civile (art. 841) afferma che in qualsiasi momento si ha il diritto di recintare la propria proprietà. Secondo l’art. 886 c.c., Costruzione del muro di cinta: “Ciascuno può costringere il vicino a contribuire per metà nella spesa di costruzione dei muri di cinta che separano le rispettive case, i cortili e i giardini posti negli abitati. L'altezza di essi, se non è diversamente determinata dai regolamenti locali o dalla convenzione, deve essere di tre metri”. “Una rete metallica non è idonea ad assicurare quella protezione dei fondi che il legislatore ha avuto di mira prevedendo l'obbligo di contribuire alla costruzione del muro di cinta” (Cass. 18 dicembre 1986 n. 7675). La comunione forzosa riguarda però solamente i muri posti tra case, cortili e giardini posti negli abitati: per gli altri muri di cinta non è possibile imporre la contribuzione nella proprietà e, quindi, nelle spese.
  14. Piante spinoseGli arbusti muniti di grosse e robuste spine acuminate possono effettivamente costituire un’efficace recinzione, a meno che i ladri non si muniscano di troncarami e tuta antitaglio… Sono sicuramente indicati all’interno di una proprietà intera già recintata esternamente, per dividere il proprio appezzamento da quelli dei vicini. Oppure si abbinano a una recinzione classica. Tra le specie da privilegiare Berberis, Hippophae rhamnoides, Ilex aquifolium, Juniperus communis, Maclura pomifera, Poncirus trifoliata, Prunus spinosa, Pyracantha coccinea, rosai tea di taglia grande e rampicanti, rosa canina e altre rose botaniche, rovo, Ruscus aculeatus; nel Centro-Sud Italia Acacia karoo, Juniperus oxycedrus, Opuntia ficus-indica, Ulex europaeus, Ziziphus jujuba. Intorno ci deve essere ampio spazio: non è facile riordinare una siepe così pericolosa, e un intervento l’anno, in autunno, è necessario; deve rimanere un ampio passaggio per non farsi male ogni volta che si cammina nelle vicinanze.
  15. Porta blindata: oltre alla resistenza all’effrazione (vedi), che è la caratteristica principale, e a un aspetto estetico curato e in sintonia con il gusto personale e l’ambiente d’inserimento, la porta blindata deve avere anche specifiche prestazioni sotto il profilo dell’isolamento dal rumore, della capacità di isolare termicamente in funzione del risparmio energetico, e della tenuta alle intemperie. L’isolamento acustico indica la capacità di isolare l’interno dal rumore proveniente da fuori e si misura in decibel (dB): valori più elevati garantiscono un comfort più elevato. La trasmittanza termica misura la dispersione di calore che avviene attraverso la porta; il suo valore, espresso con U, dà l’indicazione della capacità di isolare termicamente l’interno dall’esterno, con conseguente risparmio di energia: a valori più bassi di U corrisponde un migliore isolamento, che assicura un maggiore comfort abitativo e contribuisce ad abbattere i costi di climatizzazione. Se la porta è esposta all’esterno, è possibile scegliere modelli con elevate prestazioni di tenuta all’aria, all’acqua e al vento. Dal 1° febbraio 2010 la legge prevede che tutte le porte pedonali esterne siano conformi alle direttive CE e che siano marcate come tali.
  16. Recinzione: quella esterna può essere realizzata semplicemente con una siepe, preferibilmente di arbusti spinosi (vedi Piante spinose), ma non offre eccezionali garanzie di sicurezza. Così come la classica staccionata in legno, a meno che non sia costituita da assi addossate con possibilità di alzarla fino ad almeno 1,70 cm; vanno comunque sostenute con paletti d’acciaio. È meglio avvalersi di una rete metallica (oggi esistono modelli antitaglio, che rendono difficile la vita ai ladri estemporanei) supportata da paletti d’acciaio infissi nel terreno per almeno 40 cm e da un cordolo in cemento di 20 cm d’altezza. La recinzione più sicura rimane quella in muratura, nella quale un varco può essere aperto da malintenzionati solo producendo grande rumore e utilizzando apparecchiature complesse (quindi non passando inosservati). Nulla vieta, comunque, di abbinare qualunque tipo di recinzione a una siepe di piante spinose…
  17. Scorrevole o sezionale laterale: nel portone per garage regala spazio sotto il soffitto del garage, rendendone possibile uno sfruttamento, per es. per issare tavole da surf o canoe. Inoltre può essere aperto solo quanto basta per entrare velocemente nel garage, svolgendo una funzione di “porta pedonale”: si guadagna in praticità e riduzione dei tempi di attesa, per es. se si vuole solo prendere la bici o la cassa d’acqua.
  18. Serramenti: in alternativa, o in aggiunta, alle finestre antieffrazione, anche i serramenti (persiane e tapparelle) possono essere muniti di dispositivi antiscasso. Esistono persiane corazzate in alluminio e acciaio con telaio portante, cerniera antieffrazione, puntali in acciaio inox, serratura di sicurezza a tre punti di ancoraggio e rostri antistrappo; e persiane blindate con anima in acciaio zincato con gli stessi dispositivi precedenti. Le tapparelle possono essere in materiali antitaglio (acciaio blindato, tubolare d’alluminio) e con blocchi antisollevamento (blocchi di chiusura o chiavistelli scorrevoli laterali manuali).
  19. Serranda avvolgibile: nei portoni per garage, si basa sullo stesso meccanismo delle serrande dei negozi elascia veramente molto spazio libero davanti e dentro al garage. Per parcheggiare potete arrivare direttamente davanti all'ingresso; inoltre l'area del soffitto rimane libera per un eventuale sfruttamento dello spazio aereo.
  20. Tetto: è uno dei punti d’accesso preferiti dai ladri, soprattutto nei condomìni di città a poca distanza uno dall’altro, specialmente se avvolti dalle impalcature per lavori edili. Sono le abitazioni all’ultimo piano quelle che rischiano di più, perché i malfattori spesso si calano con una corda o saltano direttamente su balcone: oltre alla porta blindata, si raccomandano serramenti e infissi antieffrazione, oppure le inferriate. Sono a rischio anche le cosiddette “vasche”, ossia le nicchie abitabili terrazzate ricavate nel tetto (obbligatoria l’inferriata), e i lucernari e le botole per uscire sulla copertura, che devono rimanere sempre ben chiuse, preferibilmente con vetro antisfondamento e serratura a chiave.
  21. Vista: se la recinzione è in rete, nasce spesso l’esigenza di occultare la vista del giardino nei confronti di curiosi. Si può optare per la classica siepe viva sempreverde, che va però curata tutto l’anno; oppure, se il tempo per la manutenzione non c’è, per i rotoli di “siepe finta” (reti ricoperte di foglie che imitano in genere l’edera), facilissimi da mettere in opera e durevoli (una decina d’anni); o per i teli ombreggianti (a maglia fitta) in plastica, esistenti in verde, bianco o nero, altrettanto facili e durevoli, ma non particolarmente belli.

 

Casa sicura, giardino protetto: 21 consigli utili - Ultima modifica: 2020-12-16T07:07:32+01:00 da Elena Tibiletti