bonsai melograno
I bonsai di melograno sono molto decorativi anche per i frutti.
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Ottenere un bonsai di melograno e successivamente prendersene cura non è difficile. La pianta è molto decorativa per i fiori e i frutti

Il melograno è una pianta bellissima che ci deliza per i suoi fiori incantevoli e per i suoi frutti molto particolari e davvero buoni; senza dimenticare che è anche una pianta tintoria. La pianta può essere coltivata in giardino come albero o arbusto e da qualche anno anche come bonsai. Scopriamo qualche utile consiglio per ottenere i bonsai di melograno.

La specie e le varietà di melograno

Il melograno è una pianta conosciuta e utilizzata dall'uomo fin dai tempi più antichi. Il suo nome è Punica granatum e appartiene alla famiglia delle Punicacee; il frutto è comunemente noto come melagrana ("mela con tanti semi").

La pianta può essere un arbusto o un piccolo albero che ha come habitat ideale tutte le regioni mediterranee ed è di una tale rusticità al punto che spesso è sfuggito alle coltivazioni naturalizzandosi nell'ambiente.

Esistono numerose varietà di melograno perché esso si incrocia facilmente creando una infinità di variazioni che comunque non presentano caratteri stabili nelle successive generazioni, al contrario di quelle che citiamo in questo articolo. Punica granatum 'Nejikan': molto usata in Giappone anche per la realizzazione di bonsai perché la sua corteccia si contorce in senso antiorario con l'aumentare dell'età; fa fiori rossi e frutti più piccoli del melograno comune. Punica granatum 'Nana': per i bonsaisti è la varietà ideale per la creazione di bonsai perché si trova facilmente nei vivai; fa fiori, frutti e foglie più piccoli del melograno comune; l'unico problema è che essendo piante coltivate per il giardino, e non per farne bonsai, si trovano sempre con il tronco dritto e rigido.

Un bonsai da talea

Si può riprodurre facilmente anche da seme, ma la strada più breve è senza dubbio la riproduzione per talea. Meglio usare rami lignificati almeno dell'anno precedente e fare il taleaggio nel periodo che va da marzo a giugno.

Suggeriamo di usare talee lunghe circa 10-12 cm prelevate da un ramo che abbia già fiorito nel precedente anno per avere maggiori probabilità di fioriture più consistenti. Ciò non avverrebbe se si utilizzassero rami di crescita o peggio ancora succhioni.

Sulla parte della talea che va interrata si fa un taglio orizzontale (e non obliquo!) per facilitare l'emissione di radici radiali. Le eventuali foglioline presenti vanno tagliate riducendo la loro superficie del 50%, con una forbicina dal taglio perfetto. Quelle più vicine al terreno si devono eliminare.

Il terriccio in cui andranno piantate sarà composto per un 75% di akadama e un 25% di pozzolana con granulometria da 2 a 5 mm, opportunamente setacciata e lavata o, in alternativa, della ghiaietta con le stesse dimensioni. Utile l'uso di ormoni radicanti anche se il melograno ha grande capacità di radicare autonomamente.

L'inclinazione che sarà data alla talea determinerà uno stile eretto formale se piantata perfettamente diritta, o moyogi se invece verrà posta inclinata.

Eseguita la bagnatura andrà sistemata in zona luminosa, ma non alla luce diretta del sole, e riparata dal vento. Successivamente e con gradualità si potrà aumentare l'esposizione al sole e all'aria e iniziare qualche leggera concimazione. Nessun altro intervento dovrà essere fatto fino alla primavera successiva quando il risveglio vegetativo consentirà il trapianto in vasi per la coltivazione e iniziare così il percorso per la formazione del bonsai.

Potatura di formazione

È la potatura che implica il taglio di grossi rami, però bisogna fare attenzione al periodo in cui si effettua, dato che il melograno è facile al ritiro di linfa. Meglio aver pazienza ed eseguire i tagli in primavera dopo il risveglio vegetativo coprendo poi la ferita con mastice cicatrizzante contenente ormoni.

Il mantenimento della forma invece richiede una potatura in primavera per eliminare le crescite eccessive e gli incroci tra i rami che inevitabilmente si saranno verificati. Una seconda potatura di contenimento può essere fatta anche in autunno, così si darà tempo e modo alla pianta di cicatrizzare i piccoli tagli.

La pinzatura

Per pinzatura si intende quella leggera potatura dei rametti che crescono dalla primavera all'estate. Quando questi avranno raggiunto 5-6 foglioline si poteranno lasciandone solamente due. È evidente che trattandosi di una pianta da fiore e da frutto l'obiettivo del bonsaista sia quello di ottenere la fruttificazione e, considerando che il melograno fiorisce solo alle estremità dei rami, la pinzatura diviene un fattore determinante. In sintesi, se si pinza continuamente non si otterranno fiori, se non si pinza il bonsai perderà la sua silhouette.

Va innanzitutto rispettato e seguito il ritmo di crescita della pianta per entrare in sintonia con i suoi tempi. Considerando che i fiori che crescono in primavera molto difficilmente daranno origine a frutti, conviene rinunciare alla loro presenza e pinzare i germogli per aumentare la ramificazione fino alla fine di maggio.

Da qui in avanti si lasceranno crescere liberamente i rami osservando che alcuni di questi porteranno alla loro estremità la gemma da fiore da cui nascerà il desiderato frutto. I rimanenti rami che non avranno la gemma da fiore dovranno essere potati a corto.

Rinvaso

Normalmente si esegue il rinvaso ogni paio di anni per mantenere il bonsai in buone condizioni di salute e il periodo migliore per farlo è circa 5-7 giorni dopo il risveglio vegetativo.

In questa occasione si procederà alla pulizia delle radici districandole dagli intrecci e dalle sovrapposizioni, eliminando quelle troppo grosse e quelle che hanno preso una direzione sbagliata utilizzando anche un getto d'acqua per eliminare i residui del vecchio terriccio. La riduzione delle radici può arrivare anche al 50% se la pianta è molto giovane e una riduzione del 30% se la pianta ha acquisito una certa maturità.

Il nuovo terriccio da utilizzare potrebbe essere composto da una parte di torba, una parte di pozzolana setacciata e lavata (o ghiaietta tagliente) e quattro parti di akadama.

Alcuni utili suggerimenti

Il melograno non ama stare in un ambiente eccessivamente umido, il terriccio va fatto asciugare molto, prima di bagnarlo nuovamente. Esige una buona concimazione per tutto il periodo vegetativo, con l'esclusione di luglio e agosto, utilizzando concime organico per bonsai da fiore.

Essendo pianta mediterranea si trova bene in totale esposizione solare e in zona ventilata. Durante l'inverno deve essere protetta in serra fredda e non in luogo riscaldato. Come per tutte le piante da fiore la scelta del vaso dovrà essere accurata, predilige un vaso piuttosto profondo, che assicuri un buon drenaggio.

 

(Tratto da Vivai Ghellere, GD 11-12/2014)

Bonsai di melograno, come curarlo - Ultima modifica: 2019-08-16T07:58:00+02:00 da Redazione Passione In Verde