Le tartarughe di terra durante l’inverno entrano in letargo. In questo articolo spieghiamo come prepararle e come curarle prima che arrivi il freddo.

Quando la temperatura diurna scende sotto i 15 °C, fra ottobre e novembre dal Nord al Sud Italia, le tartarughe di terra percepiscono che sta giungendo il momento per ritirarsi in letargo. Bisogna allora predisporle ad affrontare la cattiva stagione e prepararle un ricovero adatto ai lunghi mesi freddi.

Tartarughe di terra: alimentazione

Per aiutarla a superare l’inverno nel miglior modo possibile, è utile procedere sin dall’inizio di ottobre somministrandole una dose più abbondante di mangime, con molte granaglie, patate lesse e qualche pezzettino di carne in più del solito. In questo modo riuscirà a creare una riserva di grassi sufficiente ad affrontare i lunghi mesi di digiuno.

Casetta per tartarughe fai da te: come farla

Incominciate ad allestire una casetta per tartarughe fai da te per l’inverno: foderate uno scatolone di cartone robusto con un panno di lana pesante, cucendolo grossolanamente alla scatola, che andrà disposta coricata su un fianco, cioè con l’apertura accessibile dalla tartaruga. Sul lato appoggiato a terra ponete anche un po’ di paglia naturale a simulare un nido. Fra il pavimento e la scatola sistemate un foglio di plastica a bolle, in modo da isolare il più possibile il cartone dal freddo del suolo.

Collocate la cuccia in una cantina al piano terra, in magazzino o in garage, comunque in un luogo fresco all’interno dell’abitazione (il capanno isolato al centro del giardino o la serra non riscaldata sono troppo freddi). Il punto prescelto deve essere riparato dalle correnti d’aria, dal rumore e dall’andirivieni delle persone; deve, inoltre, essere lontano dalla traiettoria e dai gas di scarico dell’automobile.

Cosa fare prima del letargo delle tartarughe

Terminato l’allestimento della cuccia, portate la tartaruga a visitare la sua “residenza invernale”, accanto alla quale avrete già posto la ciotola con l’acqua e la vaschetta con il cibo, in modo da abituare l’animale al rifugio, ben prima che gli possa servire.

Il rettile dovrebbe rintanarsi da solo – se ha libero accesso al locale chiuso in cui c’è la cuccia – quando ritiene che sia troppo freddo per continuare la vita all’esterno. Se però in una mattina più fredda del solito lo trovate immobile e intirizzito in giardino, portatelo nella cuccia, avvicinando le ante del cartone senza chiuderle ermeticamente e tenendo ferma quella inferiore con un oggetto pesante.

Subito dopo l’ingresso nella casetta, continuate a mantenere la ciotola d’acqua e una ciotola con poca frutta, verdura e patate. Non è infatti detto che l’animale vada subito in letargo, ma potrebbe rimanere semi-attivo ancora per qualche giorno e necessitare quindi di acqua e cibo. Per questo motivo, se la cuccia è in garage, è bene che sia separata mediante una barriera invalicabile dal raggio d’azione dell’automobile: se il rettile passeggia ancora, potrebbe finire schiacciato dalle ruote.

Curare le tartarughe di terra in letargo

Quando finalmente la tartaruga non si sposta più dallo scatolone, avvicinate ulteriormente le alette mobili per ripararla, ma senza chiuderle completamente. Ogni 4-7 giorni controllate la tartaruga e il suo letargo, soprattutto se la temperatura esterna si alza all’improvviso. Lasciate comunque sempre la ciotola con l’acqua, cambiandola di tanto in tanto, nel caso di un risveglio momentaneo o anticipato.

Normalmente si dovrebbe risvegliare tra fine febbraio e fine marzo, rispettivamente dal Sud al Nord.

Per approfondire

Tartarughe terrestri - Ultima modifica: 2018-11-05T11:13:19+01:00 da Claudia Notari
Tartarughe di terra: cosa fare per il letargo - Ultima modifica: 2018-11-05T11:13:06+01:00 da Elena Tibiletti