Il peperoncino è una spezia piccante che non può mancare in cucina. Coltivarlo è facilissimo: vi spieghiamo come fare.

Descrizione botanica

Originario del Sud America, è una piantina erbacea perenne di solito trattata da annuale, alta 40 cm e larga fino a 20 cm, a portamento eretto e ramificato, con foglie medio-piccole, oblunghe e appuntite, glabre, di colore verde intenso, e piccoli e delicati fiori bianchi a forma di stella, con stami gialli, da maggio a settembre, dai quali, a partire da luglio e fino a novembre, si formano piccoli frutti a bacca, cava e ricca di semi, di colore giallo, arancione, rosso o viola, di forma da tondeggiante ad allungata a mo’ di cornetto. Sono circa un centinaio le varietà disponibili in Italia, diverse per dimensioni, forma e colore dei frutti.

Come coltivarlo

Semina/trapianto: semina in seminiera in febbraio, direttamente a dimora in aprile; trapianto in aprile.

Cure: coltivabile nell'orto o in vaso, preferisce il pieno sole. Soffre a 5 °C e i geli prolungati ne provocano la morte. Per conservarlo da un anno all’altro nelle zone a clima rigido, va spostato in una stanza fresca (10-18 °C) e in primavera va rinvasato in una-due misure in più. Si alleva in un vaso in plastica, di diametro pari a quello della chioma della pianta, anche in cassetta (max 3 piante per lunghezza 30 cm). Il terriccio deve essere leggero e mediamente fertile, per es. una parte di terra da giardino e due parti di terriccio universale, o metà terriccio per piante da fiore e metà universale, con drenaggio ottimale. In vaso va annaffiato con abbondanza e regolarità tra giugno e agosto, un po’ meno in aprile-maggio e in settembre. Si concima da aprile a settembre ogni 10 giorni con un prodotto organico nell'acqua d'irrigazione.

Malattie e parassiti: se le foglie cadono senza scolorirsi e qualcuna presenta macchie scure, è l’eccesso d’acqua o di calore; il terriccio non deve mai inzupparsi: sospendete le irrigazioni finché sta per asciugarsi quasi del tutto, ma se non migliora dopo due giorni, trapiantate in substrato asciutto; spostate la pianta in un punto fresco e ventilato. Se compaiono piccole mosche bianche appoggiate sulle foglie e, se urtate, volano via per poi tornare, è la mosca bianca delle serre (aleurodide); arieggiate il più possibile o trattate con un insetticida biologico a base di piretro.

Consociazioni e rotazioni: con Apiacee e insalate. Non può precedere o seguire altre Solanacee.

Note: i frutti si possono raccogliere anche solo per ricavarne i semi (ogni bacca ne produce almeno una decina). Se si raccolgono, però, la pianta apparirà meno decorativa. Un buon compromesso è dato dalla raccolta verso fine ottobre, poco prima che la pianta deperisca per il freddo o venga protetta in casa.

Raccolta e conservazione

Quando i frutti raggiungono il colore tipico della varietà, raccoglieteli recidendo il picciolo con la forbice. Si consumano freschi, togliendo il calice ma conservando i semi, ricchi di capsaicina, tagliandoli a rondelle sottilissime. Oppure si essiccano in luogo ombroso, fresco e asciutto, smuovendoli spesso per evitare che ammuffiscano; una volta secchi si conservano in barattoli di vetro al buio, oppure in mazzetti se lo stelo è sufficientemente lungo, oppure si possono macinare o spolverizzare. Essiccati, i frutti si conservano per più di un anno.

Valore nutrizionale

Contiene capsaicina, alcaloide responsabile della piccantezza, concentrata nei semi e nei filamenti bianchi. Combatte le fermentazioni e le infezioni intestinali, conserva e sterilizza gli alimenti, stimola l'appetito e agevola la digestione e, grazie all’azione vasodilatatrice, è anche “afrodisiaco”; è sconsigliata a chi soffre di ulcera o gastrite. Contiene anche vitamine PP, K, P, e soprattutto A e C. Assumerlo quotidianamente rinforza le difese immunitarie e ha azione antiossidante. Chi ne aggiunge ogni giorno un pizzico ai cibi, rigorosamente a crudo per conservarne le proprietà, contribuisce al benessere nel lungo periodo.

Olio al peperoncino
Olio al peperoncino

Come usarlo in cucina

Aggiungetene ogni giorno un pizzico ai cibi, meglio se a crudo: alla pasta (all’arrabbiata), alla fettina alla pizzaiola, al pesce alla siciliana, alla frittata, sul formaggio fresco a pasta molle, nell’impasto di pane e focacce, alla pasta con i broccoli o la cima di rapa. Intero o spezzettato, macerato nell’olio per almeno 2 mesi crea l’olio piccante, molto comodo per condire, per es. la pizza. E se "picca" troppo? Masticate un pezzetto di pane o bevete un sorso di vino rosso.

Lavatevi subito le mani dopo averlo toccato.

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