margotta sequenza
Per la margotta, prima si incide il ramo, poi lo si avvolge con una plastica e si riempie l'involucro con torba, infine si chiude l'involucro (disegni di D. Bassanelli).
La riproduzione per margotta è utilizzata soprattutto per piante d'appartamento, ma anche per arbusti e alberi da frutto come agrumi, nocciolo, fico e rovo

La margotta è una tecnica di moltiplicazione agamica delle piante e consiste nel far radicare un ramo ancora collegato alla pianta madre.

Si tratta di un metodo molto utilizzato per le piante d’appartamento: consiste nel ricavare la pianta figlia su un ramo della pianta madre, staccando la figlia solo quando è ben radicata, il tutto nell’arco della stessa stagione. Si applica a ficus a foglia grande, dieffenbachia, dracena, filodendri, schefflera ecc., soprattutto quando la madre perde le foglie basali e appare un po’ patita, in alternativa alla talea d’apice.

Come si fa la margotta

Intagliate la corteccia del fusto o di un ramo o semplicemente incidete un triangolo con la punta all’in su al di sotto di un nodo; nel caso dei ficus che secernono lattice ponete subito nell’incisione un fiammifero per fermare rapidamente la perdita di liquido senza che si formi un tampone esterno: quando il lattice smette di colare, togliete il fiammifero.

Ponete un foglio di plastica morbida e trasparente intorno al taglio, fermandolo intorno al tronco sotto l’incisione con un legaccio morbido; riempitelo con torba o sfagno ben inumiditi e chiudete la plastica anche sopra con un altro legaccio: la plastica deve formare una sorta di manicotto riempito di terra tutt’intorno al taglio. Si può anche utilizzare una porzione di bottiglia di plastica, tagliata alle due estremità e verticalmente, riempita di terriccio e sigillata attorno al ramo.

Presso il punto d'incisione si formeranno prima il callo e poi le radici: quando queste si vedranno, ben sviluppate, attraverso la plastica trasparente (dopo 40-50 giorni in appartamento, dopo 2 anni su piante in esterni), tagliate il ramo della pianta madre appena al di sotto della legatura in basso, liberatelo dalla plastica e, senza danneggiare le radicine, piantatelo in un vaso di dimensioni adeguate, con metà terra universale e metà torba. Attendete due-tre giorni prima di bagnare e vaporizzate la piantina solo per le prime due settimane.

La margotta sulle piante da esterni

Questa tecnica è utile soprattutto per moltiplicare un arbusto che abbia rami assurgenti che non possono essere utilizzati per una propaggine. È anche un modo per abbassare le branche divenute troppo alte, senza “sprecare” parte dell’impalcatura della pianta con una drastica potatura. Il periodo migliore per mettere in opera la margotta sugli arbusti in esterni è l’autunno.

La margotta è poco utilizzata sui fruttiferi, con l’eccezione di agrumi, nocciolo, castagno, fico e rovo.

Sugli agrumi si attua nella parte alta della pianta, in aprile-maggio. Quando chiudete la plastica sopra con il secondo legaccio, tenete presente che il legaccio superiore non deve essere troppo stretto, perché deve rimanere un passaggio utile a inumidire la miscela con regolarità: non deve mai asciugarsi anche se la pianta è esposta al sole.

Dopo aver liberato dalla plastica la nuova piantina, senza danneggiare le radicine piantatela in un vaso di dimensioni adeguate, con metà terra universale e metà torba. Tenete il vaso in ombra luminosa per un mese, attendete 2-3 giorni prima di bagnare e vaporizzate la piantina solo per le prime 2 settimane. Nella primavera successiva la nuova pianta potrà essere posta a dimora in piena terra o trapiantata in un vaso più grande.

Anche sulle piante con ceppaia, come nocciolo, castagno, fico e rovo, è possibile applicare questo tipo di propagazione, con una procedura un po’ diversa. Si intaglia in autunno un ramo ancora giovane a 5-10 cm da terra, e lo si ricopre completamente ammucchiandovi sopra il terriccio. In primavera spunteranno parecchi getti, mentre la parte di ramo sotto terra avrà emesso nuove radici. Nell’autunno successivo si espianta con delicatezza la nuova pianta, eliminando la parte di ramo sovrastante che apparteneva alla pianta madre e ponendo il soggetto a dimora direttamente in piena terra o in vaso.

La riproduzione per margotta - Ultima modifica: 2022-01-01T07:13:23+01:00 da Elena Tibiletti