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L’allestimento della Regione Liguria a Euroflora 2018.
Un’edizione di Euroflora decisamente diversa dal solito, che ha offerto spunti interessanti attraverso il concorso tra i paesaggisti

La cornice del parco di Genova Nervi da sola valeva la visita, grazie ad alberi monumentali come araucarie, pini marittimi e carrubi, tutti alti oltre i 30 m, e alle impagabili vista monti con le graziose ville storiche e vista mare con la suggestiva passeggiata Anita Garibaldi.

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Certo, il parco è normalmente a ingresso libero, mentre in occasione di Euroflora il biglietto è stato assai salato (23 euro acquistandolo online)… E normalmente il parco non ospita migliaia di persone che lo maltrattano…

Che cos’è Euroflora

Quanto a Euroflora – che, ricordiamo, è una fra le più importanti floralie europee, attiva fin dal 1966 con cadenza quinquennale (circa) –, l’atmosfera quest’anno era completamente diversa: non solo perché, essendo quest’anno l’evento ambientato in esterni e per giunta nella cornice di un parco storico, non c’erano le meraviglie abituali, come le colline di azalee e rododendri in fiore, le foreste di felci arboree, le distese di piante d’appartamento del sottobosco tropicale o di orchidee a profusione, tutte realtà irrealizzabili sotto il sole battente. Ma anche, e soprattutto, perché mancavano le grandi collettive internazionali: l’unica Floralie (non ben riuscita) era quella di Nantes, e solo un’installazione di Murcia (Spagna) e le orchidee taiwanesi concludevano l’esigua rappresentanza estera.

Così come mancava la consueta partecipazione del meglio floricolo nostrano: oltre all’abbondante e logica presenza della Regione Liguria e altri enti liguri, peraltro tutti sottotono, all’Anve - Associazione nazionale vivaisti esportatori, al Mipaaf, alla Regione Piemonte, alla città di Roma, alla Sbi - Società botanica italiana (che ha giustamente sensibilizzato riguardo alle specie aliene invasive) e alla Regione Campania confinata al décor, i grandi vivaisti erano latitanti, se si eccettuano Giorgio Tesi Group, Peirano Vivai, Vivai Castagno e Vivai Porcellato.

Gli allestimenti, che ovviamente dovevano tenere conto delle aiuole preesistenti assegnate (e quindi raramente si armonizzavano con alberi e arbusti storici), hanno dato spesso l’impressione di improvvisazione nell’accostamento di piante e colori improbabili, di mancanza di ricerca di novità (o pseudo-tali: per es., una distesa di “mesembriantemi”, piante del futuro a bassa disponibilità idrica, non c’era), di approssimazione nel lasciare a vista i vasetti inseriti nel terreno e nella frequente assenza di cartellini con il nome della specie. In generale, sono mancate le idee e la cura nella disposizione, che invece caratterizzavano da sempre la magnificienza di Euroflora nelle edizioni all’interno dei padiglioni della Fiera di Genova.

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La Red wave, installazione con focus, a Euroflora 2018.

Così come i cartellini mancavano anche nel Roseto: è certamente accettabile che i rosai non fossero fioriti a fine aprile, ma non che mancasse la denominazione delle numerosissime varietà!

Infine, la decorazione floreale, un tempo grande vanto di Euroflora, è rimasta confinata nelle palazzine Gam, Wolfsoniana e Raccolte Frugone, così come i bonsai sono stati rinchiusi nella piccola Casa del bonsai, lasciando insoddisfatti i visitatori abituali, avvezzi a distese di decorazioni strabilianti e di esemplari miniaturizzati di pregio.

Euroflora, il concorso fra paesaggisti

È rimasto dalle precedenti edizioni il concorso fra paesaggisti per la realizzazione di giardini dimostrativi, quest’anno intitolato “Meraviglia nei Parchi”, in collaborazione con Aiapp – Associazione italiana di architettura del paesaggio, dedicato alla valorizzazione di un contesto vegetazionale ricreativo storico, come è appunto il parco di Genova Nervi, mediante accorgimenti creativi, facilmente realizzabili ed ecosostenibili.

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“Presenze impalpabili”, con cannocchiali in acciaio corten.

Il vincitore è stato “Presenze impalpabili” degli architetti Angela Gambardella, Letizia Masciotta, Nicoletta Rossi e Francesca Sposetti con Lorenzo Pittaluga: le figure irregolari realizzate in lamina metallica consentono di traguardare la visione preferita della vegetazione situata a conclusione del giardino. Da tenere presente l’idea delle diverse visioni prospettiche “a cannocchiale” a seconda della posizione dell’osservatore.

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“Fiori di emozioni”, con le sagome aperte sui tulipani.

Si è classificato al secondo posto "Fiori di Emozioni" di Valentina Mainero, tecnico presso una Cooperativa che avvia i disabili al lavoro, la quale ha voluto rappresentare la rigidità della società nei confronti dei lavoratori disabili attraverso la sagoma in acciaio corten, mentre la severità dei tulipani e la morbidezza delle graminacee simboleggiano l’alternanza di emozioni dei lavoratori disabili. Da copiare il pannello sagomato che permette di inquadrare la folla di corolle colorate.

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“Wanderscape”, i vasi appesi con artemisie profumate.

Al terzo posto si è piazzato "Wanderscape - Un giardino per gli spazi contemporanei" di Elena Varini, Enrico Turini, con la collaborazione del paesaggista Giuseppe Baldi, sviluppato in maniera indipendente dal suolo (i vasi, appesi, sono avvolti nel pluriball per ammorbidire l’eventuale incontro con le teste), scegliendo specie altamente decorative o intensamente profumate. Una soluzione per balconi, terrazzi e cortili, laddove sia impossibile piantare in piena terra.

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“L’agrumeto”, fra arancione e indaco.

Tra gli under 25, il primo premio è andato a Matteo Pellicanò e Jonathan Arnaboldi con “L’agrumeto”,delicato equilibrio fra la carica forte e profumata degli agrumi e la morbidezza delle erbacee perenni nelle cento sfumature dell’indaco. Al secondo posto si è classificato “Feel the Nervi” di Marica Succi e Domenico Dipinto, un intimo connubio fra natura ligure, testimonata da vegetazione tipica delle colline appenniniche, e infrastrutture umane, come il sentiero in ghiaia e quadrotte in materiali differenti ma armonici.

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“Feel the Nervi”, particolare delle quadrotte.

Fra gli ulteriori spunti da cogliere, “La spontaneità nel piatto” di Sabbion, Balma, Balloni, Casazza, Di Turi, Montina, Sala, Sortino, ha presentato le piante spontanee edibili della cucina ligure, attirando frotte di visitatori: accanto a ogni pianta c’era una ricetta tipica, che molti fotografavano insieme con la pianta…

Per creare un’oasi dedicata (ai fiori, alle aromatiche, all’orto ecc.) l’idea viene dall’“Isola di colori”, di Matteini, Santoro, Colombara, elegante area circoscritta ripetto al contesto prativo, creata per coltivare quello che si preferisce.

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Il gettonatissimo “Spontaneità nel piatto”, con tante erbe e relative ricette.

Anche nello “Smart Garden”, di Studio Ideam, è da riprodurre il vaso appeso, un cestino intrecciato sospeso con un intrico di fili colorati a una pergola di legno.

Infine, il giardino più divertente: “Flora, la talpa amante dei giardini”, di Malagoli, Madama, Bertini, con una gigantesca sagoma di talpa appena uscita dal terreno, vera calamita per bambini e adulti che si sono tutti fatti immortalare con lei (anziché riflettere sul fatto che le talpe sono benefiche per il giardino, divorando insetti nocivi e arieggiando il suolo). È un’idea simpatica inserire sagome di animali, frutti o oggetti nei giardini, che siano frequentati o mano da bambini…

Euroflora 2018, i giardini dimostrativi - Ultima modifica: 2018-05-03T18:32:06+02:00 da Elena Tibiletti