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Come resistere alla morbidezza del coniglio nano? Ecco come accoglierlo, curarlo e convivere serenamente.

In Gran Bretagna il coniglio nano è oggi ancora più popolare e diffuso dei “banali” cani e gatti, tanto che portare in tavola il coniglio cucinato in sughetto viene considerato dagli Inglesi un delitto! Anche in Italia si sta diffondendo velocemente, ma le regole per allevarlo sono molto diverse rispetto agli altri più comuni animali domestici.

In questo post vedremo le nozioni di base: la gabbia in casa, la dieta, il sesso e la taglia, la gestione dei denti a crescita continua. In un altro post troverete invece come allevarlo in giardino. Infine in un terzo post vi spieghiamo qual è il suo carattere e come va gestito per farlo stare bene.

La gabbia per il coniglio nano

Per ospitare in casa il coniglio nano serve l’apposita gabbia per conigli di almeno 100x80x50 h cm, in plastica o in ferro, non in legno perché il coniglio lo rosicchia.

La gabbia va collocata in posizione tranquilla e non rumorosa, lontano dalle finestre (il coniglio è sensibile alle correnti d’aria fredda), ma in una stanza frequentata da voi: è un animale che soffre la solitudine.

Ponete all’interno la cassetta con la sabbietta igienica per roditori e un po’ di paglia naturale per il nido. Fissate alle sbarre il beverino con acqua sempre pulita e ponete la ciotola per il mangime.

Il coniglio nano libero in casa

Dalla gabbia il coniglio nano può, anzi deve, uscire per almeno un’ora ogni giorno, ma sotto stretta sorveglianza a vista, e in un’unica stanza chiusa.

Se si spaventa, l’animaletto salta e corre travolgendo ciò che incontra sulla sua strada, fino a rintanarsi sotto qualche mobile, dove potrebbe rosicchiare il sottofondo o le zampe (se è un armadio) o l’imbottitura (se è il divano) e da dove risulta anche difficile estrarlo perché potrebbe mordere per la paura.

A rischio incisivi anche ogni genere di cavo che, se è di tipo elettrico, costituisce un grave pericolo per la vita del roditore, oltre a creare disagio per l’interruzione di energia.

Cosa mangia il coniglio nano

Riguardo all’alimentazione, in commercio esistono gli appositi mangimi per conigli a base di fieno: integrateli con (poco) pane secco senza sale, verdura e frutta fresca crude e non fredde di frigorifero, tagliate a pezzetti, da rinnovare 2-3 volte al giorno. Non date grissini, crackers o altri prodotti da forno industriali, perché ricchi di grassi nocivi per il coniglietto: non fatelo diventare obeso perché avrebbe vita breve.

Come capire se il coniglietto è nano

Il coniglio nano in genere è la versione “mini” del comune coniglio domestico, rispetto al quale, oltre alla dimensione ridotta (peso massimo 1,5 kg), presenta un corpo più arrotondato e raccolto con orecchie più corte e meno appuntite. Al momento dell’acquisto, tuttavia, bisogna fare molta attenzione, perché può capitare che commercianti disonesti spaccino per nani coniglietti derivanti da incroci con conigli normali, e quindi ben più grossi e ingombranti rispetto al mini-animaletto.

Il consiglio per l’acquisto è quello di rivolgersi a negozianti e allevatori seri e competenti che garantiscano, eventualmente anche con apposita documentazione, che si tratti di veri coniglietti nani. Il prezzo varia da 30 a 80 euro a seconda che si tratti di un coniglio mini o di una razza appositamente selezionata e/o pregiata (per es. l’Angora).

Coniglio nano, quanto vive?

In genere è piuttosto arduo capire il sesso del coniglietto nano prima delle 12 settimane di vita, quando la differenza appare finalmente chiara.

La femmina adulta di solito è più nervosa e meno socievole, e può andare incontro a patologie ginecologiche gravi se non può accoppiarsi; se si accoppia, invece, potreste vedere anche 10 coniglietti ogni due mesi: per tutti questi motivi è consigliabile la sterilizzazione fra i 6 e i 10 mesi d’età.

Nel maschio invece la sterilizzazione può rendersi necessaria qualora incominci a marcare il territorio, anziché espletare le necessità fisiologiche nella propria cassettina igienica. Tra i vantaggi della sterilizzazione, per entrambi i sessi, la possibilità di allungare la vita fino ai 10-12 anni d’età, rispetto ai normali 6-8 anni degli esemplari interi.

La gravidanza dura circa 30 giorni e i piccoli nascono nudi e ciechi. Vanno svezzati a 5-6 settimane. La maturità sessuale si ha intorno ai 5 mesi, ma il primo accoppiamento è bene che avvenga non prima dei 7 mesi.

Attenzione: i conigli vanno vaccinati contro la mixomatosi e la malattia emorragica virale (Mev), due malattie mortali. La vaccinazione si effettua a partire dai 60 giorni per due volte l’anno.

Coniglio nano: da solo o in coppia?

Il coniglio, nano o di taglia normale che sia, è un animale gregario, abituato a vivere in gruppi numerosi. Tuttavia, come animaletto da compagnia è preferibile possedere un unico esemplare, maschio o femmina è indifferente, per ottenere un animale più socievole e docile, che interagisce maggiormente con l’uomo imparando ad accettarne le coccole e le manipolazioni.

Se si preferisce ricreare una famiglia di conigli, la massima tranquillità si ottiene con tutte femmine, mentre i maschi dopo la maturità sessuale non possono più vivere insieme tra loro e vanno separati.

Avere entrambi i sessi significa moltiplicare esponenzialmente i coniglietti, e comunque il maschio deve sempre essere uno solo, con una o più femmine, in modo da evitare le furibonde lotte che in genere si concludono con la morte dei maschi sconfitti.

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I denti incisivi del coniglio nano sono a crescita continua: devono venire limati, o dall’animale stesso o dal veterinario

I denti del coniglio nano

I 
denti incisivi del coniglio sono a crescita continua: è utile disporre una serie di legnetti, ben incastrati fra le sbarre della gabbietta, che l’animaletto possa rosicchiare a piacimento, sostituendoli prontamente quando li avrà erosi fino al limite della rottura. Robinia, sambuco, acero e betulla sono fra i “sapori” preferiti dal coniglio e fra i legni più utili a limare gli incisivi.

Tuttavia, proprio come noi esseri umani, anche i conigli possono soffrire di “malocclusione”, cioè di imperfetta chiusura della bocca, con i denti che non si appoggiano gli uni esattamente sopra gli altri come dovrebbero. Solo che su di loro i danni appaiono subito evidenti, non foss’altro perché, essendo Lagomorfi, hanno quattro denti incisivi a crescita continua che, in condizioni normali, si limano naturalmente a contatto fra di loro e con gli alimenti, cosa che nei casi di malocclusione manca. Ciò significa che gli incisivi si allungano senza venire smussati: quelli inferiori crescono verso l’esterno della bocca, un po’ come le zanne dell’elefante, e quelli superiori si incurvano sempre più verso l’interno della bocca arrivando, se non si interviene, a incidere il palato.

Dato che non è possibile “mettere l’apparecchio correttivo” all’animaletto, non restano che due soluzioni: la visita periodica dal veterinario che provvederà a limare la crescita, faccenda dispendiosa economicamente e palliativa, oppure l’estrazione chirurgica di tutti e quattro i denti, che risolve definitivamente il problema.

Gli incisivi infatti non servono al coniglio per masticare, ma solo per prendere l’alimento: è sufficiente fornirgli un mangime molto ben spezzettato perché lo possa assumere con le labbra, per poi masticarlo con premolari e molari.

Ma anche questi denti interni possono risentire della malocclusione: per fortuna hanno una crescita molto più limitata e la formazione di cuspidi che “pungono” le gengive o il palato è più ridotta, ma possibile. Ce ne si accorge sovente perché l’animaletto cambia improvvisamente gusti alimentari: di punto in bianco snobba il mangime e preferisce il fieno o viceversa. Anche in questo caso è necessaria la visita dal veterinario (ogni 3-4 mesi) che provvederà a limare la crescita.

Se invece non ci sono problemi di sorta, una corretta limatura si ottiene fornendo prevalentemente fieno e in seconda battuta mangime a base di granaglie, mentre il pane secco o i grissini si masticano con troppa facilità e non servono a una buona igiene dentale (oltre a far ingrassare il coniglietto perché sono troppo ricchi di carboidrati e di grassi).

Per approfondire

CONIGLI
Atlante delle razze
24989 - Ultima modifica: 2019-02-11T13:03:11+01:00 da Claudia Notari
Come allevare il coniglio nano (parte 1) - Ultima modifica: 2019-02-11T13:07:24+01:00 da Elena Tibiletti