rinvaso bonsai caducifoglio
L'esperto spiega, in due video, come rinvasare un bonsai caducifoglio.
I bonsai caducifogli sono piante da esterni e come tali vanno trattate. Tutte le informazioni utili per curarli e due video che spiegano il rinvaso

Che cosa c’è di più affascinante che assistere al ciclo della natura su un piccolo albero in miniatura, come il bonsai caducifoglio? Ci consente di avvicinarci al ciclo delle stagioni e di assistere all’incanto della rinascita della vita. Ecco alcuni consigli per la scelta e la cura del bonsai caducifoglio.

Tutte le specie di bonsai caducifogli

Il bonsai a foglia caduca da sempre più apprezzato è l’Acero palmato (Acer palmatum) di origine orientale. Le foglie sono palmate con 5 lobi e, prima di cadere, in autunno, assumono colori vivacissimi che variano dal rosso al giallo. Nel caso della varietà "Deshojio”, da molti la più ricercata, le foglie nascono rosse in primavera per poi diventare verdi in estate e nuovamente rosse in autunno. Spesso si confonde quest’ultimo con la varietà “Atropurpureum” le cui foglie rimangono rosse per tutto il periodo vegetativo dalla primavera fino alla loro caduta in autunno. Oltre all'Acero palmato si coltivano a bonsai anche l'Acero tridente (foglia a tre lobi) sempre di origine orientale (il più conosciuto è l'Acer buergerianum) e tra gli esemplari autoctoni l’Acero campestre (Acer campestre).

In natura le caducifoglie sono costituite di norma da latifoglie (anche se non mancano aghifoglie, come il Larice - Larix decidua) caratterizzate da foglie larghe con lembo espanso che in autunno assumono un colore che va dal giallo all’arancione.

Tra i bonsai di latifoglie citiamo soltanto alcuni tra i più ricercati: il Faggio (Fagus sylvatica), il Castagno (Castanea sativa), il Carpino (Carpinus), il Frassino (Fraxinus), la Quercia (Quercus), l’Olmo (Ulmus campestris), la Betulla (Betula alba), il Nocciolo (Corylus), l’Ontano (Alnus).

Particolarmente amati sono infine gli alberi da frutto. Tra tutti, il più richiesto è il Melo (Malus) che in primavera ci regala una fantastica fioritura seguita dalla crescita delle foglie e successivamente dei frutti. Citiamo anche il Pero (Pyrus communis) dai bellissimi fiori bianchi, il Melograno (Punica granatum) che in primavera si colora di fiori rosso-arancio, il Fico (Ficus carica), il Ciliegio da fiore (Prunus kanzan), l’Albicocco del Giappone (Prunus mume), il Susino – Prugno (Prunus domestica), il Gelso (Morus), la Vite (Vitis vinifera). Che spettacolo vedere i Bonsai fioriti in primavera e poi, giorno per giorno, attendere la comparsa dei frutti!

Dove metterlo

Il bonsai caducifoglio perde le foglie al sopraggiungere della temperatura fredda in autunno-inverno, rimanendo spoglio  fino alla primavera successiva. Per far sì che questo ciclo naturale non si interrompa, è assolutamente indispensabile tenerlo tutto l’anno all’esterno. Se non si rispettasse questa condizione fondamentale e si posizionasse il bonsai all’interno dell’appartamento per timore che il freddo lo possa danneggiare, si avrebbe come conseguenza che, a causa del caldo secco generato dal riscaldamento artificiale presente nelle nostre case, il bonsai non perderebbe le foglie e verrebbe a mancare il susseguirsi del ciclo vegetativo con il conseguente indebolimento dell’alberello fino alla sua morte.

In caso di temperature particolarmente rigide (notevolmente sotto lo zero sia di notte che di giorno) è necessario proteggere le radici per mezzo di accorgimenti quali l’avvolgimento del vaso con del tessuto non tessuto o nylon protettivo o il posizionamento all’interno di una scatola in un angolino protetto oppure la sistemazione in una serra fredda.

In estate va collocato in un posto all’ombra per proteggerlo dal sole diretto che asciugherebbe troppo velocemente il terriccio contenuto nel vaso.

Come annaffiarlo

L’annaffiatura, come per ogni bonsai, va effettuata ogniqualvolta la terra nel vaso si presenta asciutta. La frequenza dell’irrigazione dipende da molti fattori quali la dimensione, la posizione, le stagioni, il tipo di terriccio contenuto nel vaso.

In primavera-estate, quando la temperatura è più calda e la pianta riprende l’attività vegetativa dopo il riposo invernale, il terriccio si asciuga più velocemente di quanto possa accadere durante l’autunno e soprattutto l’inverno. L’annaffiatura sarà, di conseguenza, più frequente, fino ad arrivare, in estate, al ritmo di un’annaffiatura giornaliera.

In inverno, quando il bonsai è in riposo vegetativo la frequenza dell'annaffiatura si riduce notevolmente. Per regolarsi è bene controllare il terriccio e annaffiarlo solo quando si presenta asciutto per non rischiare di provocare del marciume radicale.

Come concimare il bonsai caducifoglio

Le sostanze nutritive contenute nel terriccio non sono sufficienti da sole a mantener florido il bonsai. Bisogna quindi intervenire con una concimazione equilibrata che contenga tutti gli elementi nutritivi necessari alla vita di un vegetale. Si consiglia l’utilizzo di concimi solidi a lenta cessione, specifici per bonsai e a base organica.

Il bonsai caducifoglio va concimato durante tutto il periodo vegetativo dalla primavera (marzo) fino all’autunno (settembre). Non deve essere concimato durante il riposo vegetativo (ottobre-marzo) per evitare danni all'apparato radicale. Il bonsai di albero da frutto non va mai concimato durante il periodo di fioritura.

Come potarlo

In primavera i bonsai hanno rimesso tutte le loro foglie e i nuovi germogli iniziano a crescere allungandosi verso l'alto. Questi vanno potati per mantenere la forma e far sì che si sviluppino nuovi germogli sulla parte interna dei rami. Con la potatura la chioma del bonsai cresce più compatta e, limitando la crescita in altezza, il tronco aumenta la sua circonferenza assumendo sempre più, con il passare degli anni, le sembianze di un albero in miniatura.

In inverno, quando il bonsai caducifoglio è completamente spoglio, è possibile modellarne la struttura tramite l'applicazione del filo metallico e la potatura dei rami.

Come rinvasarlo

Il rinvaso, necessario per far crescere e mantenere in salute il bonsai, va effettuato solitamente ogni due, tre anni per le piante più piccole e ogni tre, quattro e cinque anni per gli esemplari più importanti. Il periodo più adatto per cambiare la terra è poco prima della ripresa vegetativa (febbraio-marzo).

Ringraziamo per la consulenza Tina Condrò di Frediani Bonsai

Ecco il nostro video tutorial – diviso in due parti – sul rinvaso del bonsai caducifoglio:

 

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